Che cos’è SASS e perché non potrai più farne a meno

Se vivi nel mondo dello sviluppo web allora sicuramente avrai già sentito parlare di SASS, il preprocessore di CSS più famoso! Questo è uno strumento fantastico che consente di estendere di molto le possibilità del CSS e creare e gestire i fogli di stile in maniera veloce e ben organizzata.

SASS è un preprocessore CSS, che aggiunge funzionalità speciali come variabili, annidamenti, mixin e molto altro ai normali CSS. L’obiettivo è rendere il processo di creazione del CSS semplice ed efficace, sia da scrivere che da leggere in futuro.

Ma andiamo un po’ più nel dettaglio!

Che cos’è un preprocessore CSS?

Un preprocessore CSS è un linguaggio di scripting che estende i CSS, consentendo agli sviluppatori di scrivere codice in un determinato linguaggio e quindi compilarlo in CSS. Sass è forse il preprocessore più popolare in circolazione in questo momento, ma altri esempi ben noti includono Less e Stylus.

Prima di proseguire, è necessaria una rapida premessa: la maggior parte dei web designer direbbe che se sei nuovo nel mondo del CSS, è meglio evitare Sass (o eventuali preprocessori, estensioni o framework) mentre sei ancora in fase di apprendimento. Sebbene questi tool offrono molti vantaggi in termini di velocità ed efficienza, è importante che conoscere a fondo le basi del CSS prima di affacciarsi ai preprocessori. Assicurati quindi di apprendere i concetti chiave prima di iniziare ad esplorare i vari tool a disposizione. Questo vale per ogni tecnologia ed ogni framework, prima è sempre buona norma imparare a dovere il linguaggio base e poi i vari strumenti su esso costruiti!

Finito il predicozzo torniamo a Sass!

Che cos’è Sass?

Sass (che sta per “Syntactically awesome style sheets”) è un’estensione del CSS che consente di usare cose come variabili, regole nidificate, importazioni in linea e altro. Aiuta anche a mantenere il codice organizzato e consente di creare fogli di stile molto più velocemente.

Sass è compatibile con tutte le versioni di CSS. L’unico requisito per usarlo è avere installato Ruby. Gli sviluppatori che lo utilizzano sono inoltre invitati a seguire le Linee guida della community di Sass, è sempre un bene darci un’occhiata.

Come usare Sass?

Nella sezione seguente, vedremo alcuni suggerimenti di base per l’utilizzo di Sass, usando esempi tratti dal sito Web ufficiale di Sass. Dai un’occhiata alla documentazione ufficiale per ulteriori riferimenti ed esempi.

Sintassi

Sass include due opzioni di sintassi:

  • SCSS (Sassy CSS): utilizza l’estensione del file .scss ed è pienamente conforme alla sintassi CSS. (la mia preferita!)
  • SASS: utilizza l’indentazione al posto delle parentesi ed ha estensione .sass; non è completamente conforme alla sintassi CSS, ma è più veloce da scrivere. (Per gli amanti di Python)

I file possono comunque essere convertiti da una sintassi all’altra utilizzando il comando sass-convert.

Variabili

Proprio come altri linguaggi di programmazione, Sass consente l’uso di variabili che possono memorizzare informazioni che è possibile utilizzare in tutto il foglio di stile.

Ad esempio, è possibile memorizzare un valore di colore in una variabile nella parte superiore del file e quindi utilizzare questa variabile quando si imposta il colore dei propri elementi. Ciò consente di cambiare rapidamente i colori senza dover modificare ciascuna riga separatamente.

Per esempio:

$font-stack:    Helvetica, sans-serif;
$primary-color: #333;

body {
  font: 100% $font-stack;
  color: $primary-color;
}

Questo codice genererà il seguente CSS:

body {
  font: 100% Helvetica, sans-serif;
  color: #333;
}

Annidamento

L’annidamento è un’arma a doppio taglio. Sebbene fornisca un metodo eccellente per ridurre la quantità di codice da scrivere, può anche portare a CSS troppo “incasinati” se non eseguito con cura.

L’idea è di annidare i selettori CSS in modo tale da imitare la gerarchia HTML.

Ecco un esempio di menù di navigazione che utilizza l’annidamento:

nav {
  ul {
    margin: 0;
    padding: 0;
    list-style: none;
  }

  li { display: inline-block; }

  a {
    display: block;
    padding: 6px 12px;
    text-decoration: none;
  }
}

L’output CSS sarà il seguente:

nav ul {
  margin: 0;
  padding: 0;
  list-style: none;
}

nav li {
  display: inline-block;
}

nav a {
  display: block;
  padding: 6px 12px;
  text-decoration: none;
}

Parzializzazione

I parziali sono file Sass più piccoli che possono essere importati (vedi la sezione successiva) in altri file Sass. Sono come frammenti di codice. Con questi frammenti il CSS può essere modulare e più facile da mantenere. Un parziale è designato come tale nominandolo con un carattere di underscore iniziale: _partial.scss.

Importazione

Utilizzatato con i parziali (vedere la sezione precedente), il comando @import consente di importare i file parziali nel file corrente, per creare un singolo file CSS. In questo modo in fase di sviluppo è possibile suddividere il codice per sezioni, mentre in fase di caricamento del sito ci sarà solamente un file .css da caricare, riducendo la richiesta al server.

Ecco un esempio:

_reset.scss

html,
body,
ul,
ol {
   margin: 0;
  padding: 0;
}

basefile.scss

@import 'reset';

body {
  font: 100% Helvetica, sans-serif;
  background-color: #efefef;
}

Output CSS:

html, body, ul, ol {
  margin: 0;
  padding: 0;
}

body {
  font: 100% Helvetica, sans-serif;
  background-color: #efefef;
}

Importante: quando si importano i parziali, non è necessario includere l’estensione del file o l’underscore.

Mixins

Uno dei vantaggi dell’utilizzo dei preprocessori è la capacità di prendere codice complesso e complicato e semplificarlo. È qui che i mixin ci vengono in aiuto!

Ad esempio, se è necessario includere i vendor prefixes, è possibile utilizzare un mixin. Dai un’occhiata a questo esempio per border-radius:

@mixin border-radius($radius) {
  -webkit-border-radius: $radius;
     -moz-border-radius: $radius;
      -ms-border-radius: $radius;
          border-radius: $radius;
}

.box { @include border-radius(10px); }

Da notare: il comando @mixin è in alto. È stato dato il nome “border-radius” e la variabile “$radius” come parametro. Questa variabile viene utilizzata per impostare il valore del raggio per ciascun elemento.

Successivamente, viene chiamato il comando @include, insieme al nome del mixin (“border-radius”) e un parametro (10px). Pertanto .box {@include border-radius (10px); }.

Viene prodotto il seguente CSS:

.box {
  -webkit-border-radius: 10px;
  -moz-border-radius: 10px;
  -ms-border-radius: 10px;
  border-radius: 10px;
}

Extend

Il comando @extend è stato definito una delle funzionalità più potenti di Sass. Dopo averlo visto in azione, è chiaro il perché.

L’idea è che con questa direttiva non dovrai includere più nomi di classe nei tuoi elementi HTML e puoi mantenere il tuo codice DRY (Don’t repeat yourself). I selettori possono ereditare gli stili di altri selettori e quindi essere facilmente estesi quando necessario.

Operatori

La possibilità di eseguire calcoli nel CSS consente consente di ampliare le possibilità, come convertire i valori dei pixel in percentuali. Si può avere accesso a funzioni matematiche standard come addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Naturalmente, queste funzioni possono essere combinate per creare calcoli complessi.

Inoltre, Sass include alcune funzioni integrate per aiutare a manipolare i numeri. Funzioni come percentage(), floor() e round() per citarne alcuni.

Se ancora non conoscevi questo strumento inizia subito ad utilizzarlo nel progetto in corso, sicuramente non te ne pentirai!

Se invece lo conoscevi già spero di averti magari rivelato qualche caratteristica ulteriore di questo fantastico tool!

Buon codice!

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